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giovedì 5 aprile 2012

Matevo(r) e cammino evolutivo per arrivare all'uomo moderno

Senza dubbio è impossibile poter parlare di alimentazione senza ripercorrere per intero il cammino  evolutivo dell'uomo. Pensare dopo tutto che l'uomo preistorico fosse un puro cacciatore è certamente fuori luogo, anche se oggi rappresenta il pensiero dominante. Infatti il dispendio energetico per intraprendere la caccia è enorme e quindi davvero poco vantaggioso a livello nutritivo. Per questo sarà più facile pensare all'uomo preistorico come ad un raccoglitore fruttariano, che in tempi solamente più recenti a causa di mutamenti climatici, ha dovuto improvvisarsi cacciatore... Analizziamo quindi le tappe che hanno formato l'homo sapiens che vive oggi sulla Terra.

Se analizziamo il vero cammino umano nel momento di 'relativamente lenta trasformazione' da scimmia a homo ergaster, scopriremo che l'alimentazione di questi non doveva essersi mai discostata troppo da quella fruttariana/insettivora. Ovviamente le molte circostanze ambientali hanno fatto si che prendessero il via molte differenze anatomiche tra scimmia ed ergaster. L'ergaster possedeva già una deambulazione completamente bipede una capacità cranica decisamente accentuata e degli arti superiori più corti adatti alla manipolazione di oggetti. Era molto simile all'uomo moderno, a sostegno di ciò sono stati trovati scatole craniche con volume celebrale vicino alla media dell'uomo moderno.
Sembra assurdo poter spingere la specie dei primati a mutare così tanto le proprie abitudini, la propria conformazione muscolo scheletrica,  la dimensione encefalica, la struttura sociale, e altre indefinite peculiarità; partendo proprio dai mutamenti climatico/ambientali, con quindi la forzatura a trasformare l'alimentazione. Ciò ha fatto si che la specie umana sia quella che è oggi, con tutti i suoi pro e contro. Il fatto che lo stile di vita dell'uomo possa essere cambiato, nel suo interno resta e rimarrà sempre un primate 'evoluto'... Da qui si desume che l'apparato digestivo umano è rimasto ancora oggi a base fruttariana. 


Secondo ultimissime ricerche non confermate, la 'spinta innescante'  il lento passaggio da scimmia a uomo si sarebbe avuta nelle regioni più fredde, aride ed impervie al mondo: il nord del mondo. Tali recentissime teorie indicherebbero l'homo di ergaster(1,6 milioni di anni fa) come nativo Europeo e poi emigrato in Africa. Giunto a sua volta 2,6 milioni di anni prima nella sua forma primordiale di austrolopiteco. L'andirivieni migratorio tra Africa ed Europa ha fatto si che si creassero altre linee di hominidi che via via hanno dato luogo a nuove ibridazioni e quindi a nuovi salti evolutivi.
L'ergaster si può quindi considerare un uomo a tutti gli effetti con la sua capacità cranica media poco inferiore a 1000 cm3 e a volte pari a quella attuale, dentatura quasi identica a quella del sapiens, la pelle poco cosparsa da peli, un probabile linguaggio, la capacità di creare oggetti raffinati....


Resta comunque certo come il primo abitatore europeo confermato da reperti fossili diffusi, l'homo antecessor. In seguito sembra essersi diffuso pure in Africa, dando luogo a canali evolutivi separati per alcune centinaia di migliaia di anni.


L'antecessor in Europa circa 300.000 anni dopo divenne homo heidelbergensis, con una capacità cranica media pari o di poco inferiore a quella dell'uomo moderno, per poi mutare 200.000 anni fa in homo sapiens neandertalensis. La corporatura di questo ultimo ominide è caratterizzata da ossa tozze e robuste, dentatura identica a quella moderna, incredibile capacità cranica(anche 1600 cm3), probabili tratti caucasici, con capelli biondi o rossi, occhi chiari, pelle bianca.


Il neantertal è riuscito a diffondersi in tutta l'Europa nonostante le difficoltà delle grandissime glaciazioni di quel periodo, arrivando a colonizzare tutto il nord del mondo, scendendo fino più a sud in tempi recenti toccando le zone del medio oriente(30.000 anni fa).
Clima estremo, alimentazione scarsa e prevalentemente animale, hanno di fatto 'obbligato' questo singolare ominide a diventare estremamente organizzato a livello sociale, quasi completamente cacciatore in gruppi(scopritore del fuoco?!), forse autore dei primi riti religiosi e sepolture, abilità nel creare rifugi e abbigliamenti protettivi, tecniche di conservazione e trasporto del cibo... La causa della sua prematura scomparsa è sicuramente stata l'ultima glaciazione e non il confronto con il sapiens sapiens, con il quale c'è stata ibridazione contrariamente a come si pensava qualche decennio fa.


Mentre il cammino evolutivo Africano proseguì dall'antecessor per completarsi poi direttamente  con l'homo sapiens sapiens(200.000 anni fa), secondo i reperti fossili rinvenuti.
Rimane quindi un dato di fatto che l'ultimo antenato comune tra neandertal e sapiens sapiens sia stato l'homo antecessor.
Si è sempre ritenuto che le due specie finali di homo siano rimaste separate, oppure in netto contrasto per la competizione evolutiva con scontri mortali... Di recente però, dopo l'analisi e confronto del progetto genoma tra sapiens sapiens e neandertal sono emerse delle similitudini genomiche, possibili solo attraverso l'ibridazione.
Quindi oggi, alla soglia del 2012 sembra che la vecchia teoria secondo la quale l'homo sapiens sapiens abbia spazzato via il neandertal sembra essere superata. Infatti dopo 10 o 20 mila anni di convivenza tra sapiens europeo e sapiens africano, si postulano probabili vari accoppiamenti tra le due specie di homo. Che, come già accennato, in prossimità dell'ultima glaciazione hanno portato alla completa estinzione del sapiens nativo europeo, perpetuando così solo una piccola presenza genetica recessiva nel sapiens sapiens moderno(5%). Ciò è stato confermato dal confronto tra patrimonio genetico asiatico, europeo, nordafricano e sud africano con il neandertal. Studio che ha fatto emergere una maggiore ibridazione nelle zone europee con i neandertal rispetto a quelle africane. Infatti i bianchi/asiatici presentano una comunione del 5% con il neandertal, mentre nulla o lievissima con gli abitanti moderni africani. Il progetto genoma sta di fatto dando luogo ad una vera svolta spiegando, attraverso vari confronti, come si sia arrivati alla specie umana esistente oggi.
Una profonda crisi ambientale, arrivata poco alla volta e durata per alcune centinaia di migliaia di anni può essere stata la causa scatenante che ha 'costretto' un manipolo di primati a distaccarsi sempre di più dal loro gruppo originale. Quindi di millennio in millennio e crisi ambientale perpetua hanno obbligato questo gruppo nostro progenitore, a migrare verso i territori più diversi ed adattarsi, stimolando una forte selezione naturale. La selezione naturale e poi diventata preferenza sessuale tra gli individui, poi competizione e quindi raggruppamenti sociali, che hanno ulteriormente condizionato i vari incroci. Le varie intersezioni tra glaciazioni e periodi di calma climatica hanno spinto le popolazioni di allora in varie direzioni sul pianeta. Questo ha dato il via a nuove piccole varianti che hanno quindi creato altre diversificazioni della specie umana. Come è avvenuto per il sapiens nandertalensis ed il sapiens sapiens. Infatti il primo con ogni probabilità, viste le scatole craniche fossili, possedeva un livello intellettivo pari e a volte superiore rispetto al uomo moderno, pur non essendo riuscito a dominare a causa dei fenomeni climatici avversi subiti. Per questo sembra che a suo sfavore abbia giocato l'ultima glaciazione, che lo fatto scomparire anzitempo dalla faccia della terra. A noi del neandertal è arrivata solo una piccola percentuale del patrimonio genetico dovuta all'ibridazione europea e del medio oriente con i sapiens sapiens giunti in quei luoghi. Se cosi non fosse nessuno oggi avrebbe occhi e capelli chiari!
E' interessante notare che con ogni probabilità la convivenza tra neandertal e sapiens si è conclusa con la definitiva ibridazione ed estinzione del ceppo europeo circa ventimila anni fa. Così dopo questa soglia temporale, hanno preso il via tutti gli stadi sociali che hanno portato allo sviluppo attuale. E' interessante notare che le le più antiche civiltà umane hanno avuto inizio alcuni millenni dopo il termine dei processi di ibridazione tra neandertal e sapiens circa 20000 anni fa. Mentre fintanto che le due specie di ominidi sono rimaste separate ogni sviluppo è stato isolato con ogni probabilità ad un livello tribale.
La risposta ai prossimi decenni di ricerca e chissà se come si è già anticipato, qualche 'scienziato molto intraprendente', facente parte del progetto genoma(o simile) non riuscirà far rivivere un neandertal oggi?

Articolo riferito al Metodo Matevo®

Dott. Bartolomeo Davide Bertinetto